Per la rassegna Future Tradizioni - poeti del Novecento nel cuore di poeti contemporanei:
Francesca Genti legge e parla di SANDRO PENNA
Lunedì 28 maggio 2012, nel salone di Villa Litta - viale Affori 21, Milano (MM Affori FN) - dalle ore 21
La rassegna Future Tradizioni è a cura di Francesca Genti e Paolo Triulzi , in collaborazione con Versi Umani - associazione culturale e la biblioteca comunale di Affori, Milano. L'ingresso è libero.
FRANCESCA GENTI, (Torino 1975), vive a Milano. Ha pubblicato le raccolte di poesia Bimba Urbana (Mazzoli, 2001), Il vero amore non ha le nocciole (Meridiano Zero, 2004) e Poesie d’amore per ragazze kamikaze (Purple Press, 2009). Sue poesie sono state tradotte in inglese, francese, spagnolo e arabo. In veste di narratrice ha partecipato a diverse antologie, firmando il libro di racconti Il cuore delle stelle (Coniglio Editore, 2007) e il romanzo La Febbre (Castelvecchi, 2011). Suoi testi sono apparsi su «Nuovi Argomenti», «alfabeta2», «Lo Straniero», «il manifesto», «La Repubblica», «Velvet». Sulla base dei numerosi reading svolti ha ideato due performance poetiche: Fiaba e Juke box all’ossigeno. Conduce laboratori di lettura attiva dei Tarocchi e organizza la rassegna poetica I mercoledì di Turro. Insieme a Manuela Dago ha dato vita a Sartoria Utopia, progetto di editoria indipendente.
SANDRO PENNA, Perugia, 12 giugno 1906 – Roma, 21 gennaio 1977. Nato a Perugia, dove si diplomò in ragioneria, si trasferì all’età di venitré anni a Roma, e qui visse quasi ininterrottamente fino alla morte. Di carattere diffidente, condusse per tutta la vita un’esistenza appartata, preferendo alle occasioni mondane la compagnia dei suoi “fanciulli” e vivendo dei lavori più disparati, dalla borsa nera durante la guerra fino al commercio d’opere d’arte. Penna fu scoperto da Umberto Saba grazie al quale riuscì a pubblicare già durante il periodo fascista (il primo libro è del 1939), nonostante il carattere omoerotico dei suoi testi. Oltre alla produzione poetica scrisse alcuni racconti che confluirono nel volume Un po’ di febbre. Nel 1957 Garzanti riunì tutta la sua opera poetica in un solo volume che venne aggiornato dopo la sua morte con l’inserimento di numerosi inediti. È uno dei grandi poeti del Novecento.


